I Fiumi del Sahara

P r e s e n t a z i o n e



Ebbi la fortuna di leggere I fiumi del Sahara parecchi anni fa. L'ho riletto di recente, in lingua albanese e poi nell'otti­ma traduzione di Kamela Guza che viene qui proposta al lettore italiano. Continuo a provare lo stesso profondo pia­cere della prima volta.

I fiumi del Sahara non è semplicemente una storia ben scrit­ta. La narrativa di Ardian-Christian Kyçyku è infatti un ge­neroso invito alla bellezza sublime, è il divertimento di un funambolo della lingua albanese, della lingua rumena, di tutte le lingue del mondo.

Kyçyku sarebbe capace di scrivere un bel romanzo anche in un idioma di cui non ha mai sentito un solo suono. Ecco, è quel tipo di narratore. Il bardo per eccellenza. Colui che risucchia il lettore dentro il racconto, lo soggioga letteral­mente con la sua maestria, senza dargliela facile, ma senza nemmeno costringerlo a scervellarsi per seguire la trama.

In una breve frase di Kyçyku puoi ridere o piangere isteri­camente. È tale l'intensità della sua scrittura, la profondità dello humor, la penetrazione chirurgica della sua lama, l'abi­lità con cui imbastisce il racconto.

I fiumi del Sahara è una storia d'amore; anzi due; anzi tre. La vicenda si svolge in una cittadina in riva a un lago, il luogo natale dell'autore, dove questi ritorna per pochi giorni con il desiderio di ritrovare ciò che conosce bene: la sonnolen­za dei luoghi, la totale mancanza di fretta, la feroce cortesia della gente nello spiare le vite altrui. Dovrebbe essere una visita breve, ma un pezzo di terreno smotta, i binari del treno - l'unica via di fuga - diventano inagibili. Nel frattempo scende la neve, che copre tutto...

Kyçyku scrisse questo libro giovanissimo e ancora scono­sciuto. Gli riuscì una piccola perla, colma di un arcano ero­tismo di ambienti e luoghi, di amori divoranti e attese sner­vanti.

Oggi è una delle penne più importanti e prolifiche delle letterature albanese e rumena. Una promessa, dunque, pie­namente mantenuta.


Washington, gennaio 2

Traduzione di Kamela Guza